Tutto intorno la Peste Nera. Dentro la Villa dieci giovani signori ballano, cantano, giocano, godono con tempi organizzati da regole e riti. Ogni giorno un tema, e ciascuno di loro racconta una storia intorno a quel tema. Dieci giorni, cento storie, un muro di piaceri e parole che tiene fuori la Peste.

È il Decameron.

Poi arriva l’Undicesimo Giorno, il giorno dopo la fine delle storie. Non ci sono più parole per salvarci dal Male. Cosa accade quel giorno, quando vengono meno l’ordine e il senso, la pagina è bianca, il Caos si impadronisce del Cosmos?

Qui inizia l’Endecameron 2018, ispirato al racconto di E. A. Poe La Maschera della Morte Rossa. Nel Castello rinascimentale di Rocca Sinibalda, dall’1 al 7 luglio 10 artisti, narratori, performer si rinchiudono. Protetti dalle mura, reclusi, affrontano #LaMorteRossa che li assedia. Cercano modi e parole per tenere fuori il Male, le molte forme del Male. Forse.

La notte del 7 luglio, tra le 21:00 e le 24:00, le porte del Castello si apriranno al pubblico e il lavoro delle sette giornate diventerà una performance collettiva della lotta ambigua tra la narrazione e la Morte Rossa.

Gli artisti residenti
Le body artist Francesca Fini e Giorgia aka Giorgia Gioia, la scultrice visionaria Marta Consoli aka Martapesta, il poli-narratore Francesco Dimitri, l’incursore polimorfo Marco Stancati, lo street artist etico Fabio della Ratta aka Biodpi, l’artista oniroide Cristiano Quagliozzi, la guardiana dell’Arca durante il Diluvio Milena Scardigno, la narratrice veggente Luisa Pronzato.
Endecameron 18 è un’idea di Enrico Pozzi, realizzata con il contributo incondizionato del Center for Digital Health Humanities e di Eikon Strategic Consulting.