Persone

In visita al castello l’Arch. Claudio Silvestrin

Domenica scorsa, 22 Marzo, è tornato al castello di Rocca Sinibalda l’architetto Claudio Silvestrin con i suoi collaboratori dello studio internazionale Claudio Silvestrin Architects (Londra).

Claudio Silvestrin è stato il Direttore Artistico del restauro del castello, una realizzazione ambiziosa e difficile che ha vinto il prestigioso premio The International Architecture Award 2014 del Chicago Athenaeum  Museum of Architecture and Design.

È stato un piacere rivedere l’architetto e i suoi collaboratori negli spazi di cui ha contribuito a interpretare ed esprimere con straordinario rigore l’anima profonda.

 

100 partecipanti al Seminario organizzato dal prof. Padiglione e da Body&Society Lab

Ieri quasi 100 partecipanti al Seminario per la Facoltà di Medicina e Psicologia organizzato dal  Prof. Vincenzo Padiglione in collaborazione con il Body&Society Lab. Malgrado il freddo, i lavori sono durati diverse ore e si sono svolti prevalentemente nell’ambito della installazione etnografica curata da Padiglione e da Carmela Spiteri nelle ‘cantine’ del Castello, e intorno ad un’altra installazione nella Sala Grande del Piano nobile. Raccoglieremo in questo sito i commenti e le valutazioni critiche dei partecipanti via via che perverranno.

 

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Nella Sala Grande

 

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Il prof. Padiglione introduce i partecipanti al corpo composito del Migrante

 

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Commenti e dibattito nella Corte.

 

StraVOLTI

Una sequenza di inquietanti fotografie di Alex d’Emilia rappresenta  o piuttosto interpreta  la potente installazione etnografica di Vincenzo Padiglione nelle ‘cantine’ del castello.

Le proponiamo senza commenti, ma con il testo che lo stesso Vincenzo Padiglione ha preparato come introduzione breve alla sua installazione.

 

StraVOLTI
MASCHERE ABITATE e ALTRI ECCESSI SOCIALI
Installazione etnografica
Vincenzo Padiglione (Sapienza Università di Roma)
con la collaborazione di Carmela Spiteri

 

Ridotta a oggetto bello e misterioso, separata dai luoghi vitali che la vedono protagonista, lontana dalle danze, dai costumi, da cerimonie e visioni del mondo a cui era organica, quale nuova collocazione e quale altro senso ci invita ad immaginare oggi la maschera rituale? Non solo il dovuto riconoscimento verso i gruppi culturali che con le loro arti visionarie hanno creato questi oggetti provocanti e meravigliosi.

L’idea che pervade la mostra StraVOLTI è che le maschere hanno diritto a una nuova narrazione visiva, a una rappresentazione che non sia soltanto nostalgia dell’antico e fascino dell’esotico. Da dispositivo rituale le maschere orientano, celebrano, rendono pensabili le transizioni più difficili della vita. Oggi ci aiutano a navigare la complessità, a immaginarci diversi? A me etnografo hanno fornito le parole visive per indicare mondi sospesi, deviazioni incarnate, rivolte annunciate, scarti possibili dal principio di realtà. Una galleria popolata di esseri stravolti e pur contemporanei, di inattese parentele tra umani e animali, tra cose ed esseri viventi. Presenze chimeriche, bizzarre creature ibride richiamano il pubblico e lo invitano ad attraversare la mostra non senza turbamento e ironia.


Vincenzo Padiglione

 

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StraVolti. Una nuova installazione etnografica di Vincenzo Padiglione

8 NOVEMBRE 2014

Il Body&Society Lab ha organizzato nella sua sede di Rocca Sinibalda un workshop a partire dall’installazione etnografica che Vincenzo Padiglione  (Università di Roma “La Sapienza”) ha costruito con la collaborazione di Carmela Spiteri. StraVolti. Maschere abitate e altri eccessi sociali – questo il titolo della inquietante e articolata installazione di maschere provenienti dall’imponente collezione di Padiglione allestita nel Castello di Rocca Sinibalda.

Sarà Vicenzo Padiglione stesso a introdurre e commentare l’installazione ai partecipanti. Tra questi, antropologi come Pietro Cemente (Università di Firenze), Alberto Sobrero (Università di Roma “La Sapienza”), Anna Iuso (“La Sapienza”), Alessandro Simonicca (Univ. di Siena), Sandra Ferracuti (Univ. della Basilicata); storici dell’arte come Marisa Dalai Emiliani (“La Sapienza”), e Lucilla Saccà (Univ. Firenze); studiosi e gestori del patrimonio demoetnoantropologico come Vito Lattanzi (Museo Etnografico Pigorini, Roma), psicologi sociali come Enrico Pozzi (“La Sapienza”), e molti altri ancora.

Accoglierà i partecipanti Cristina Cenci, che ha fondato e presiede il Body&Society Lab.

Il Riccardo III di Alessandro Cavoli nella corte del Castello di Rocca Sinibalda

3 – 7 AGOSTO

Straordinario successo del Riccardo III di W. Shakespeare nella Corte Grande del Castello di Rocca Sinibalda. Tutto esaurito per la tragedia del Potere sinistro, rivisitata con grande libertà dal regista Alessandro Cavoli e dalla sua compagnia. Il Castello Scorpione è risultato un contesto perfetto per rappresentare la vicenda del Re Uncino, il Gobbo affamato di dominio e di sesso in un balletto di fantasmi. Entusiasmo per la performance di Sharoch Moshkin Ghalam, della Comédie Française. Applausi a scena aperta per la geniale reinvenzione de “Il mio regno per un cavallo” proposta dalla regia. Questa prima edizione del cantiere del Castello dei Destini Inventati non poteva concludersi meglio.

 

Partecipazione appassionata all’evento organizzato da Body&Society Lab e da Vincenzo Padiglione

P1090500Dalle 11 alle 19, un evento ricco di idee, proposte, elaborazioni concettuali, ipotesi future, materiali di lavoro e qualche discussione accesa. Body&Society Lab ringrazia in primo luogo Vincenzo Padiglione. Con la collaborazione di Carmela Spiteri, ha costruito e reso disponibile l’apparato visivo che è stato al centro dei lavori: basato sulla sua collezione di maschere ma anche e forse soprattutto sulla sua collezione di … valigie. Grazie anche ai partecipanti, generosi di commenti e di riflessioni non di maniera. Non possiamo citarli tutti. Ricordiamo però almeno Pietro Clemente, Sandra Ferracuti, Vito e Selene Lattanzi, Anna Iuso, Cristina Cenci, Laura De Martino, Alberto Sobrero, Alessandro Simonicca, Marisa Dalai, Marina Valenti, Aurora Di Mauro, Ivan Bargna, Enrico Pozzi, David Monacchi, Marilena Fatigante, Carmela Spiteri, Matteo Aria, Alessandro d’Emilia, Iulia Stanescu, Lucilla Saccà. E ricordiamo anche Teresa, con il suo buffet dove il tartufo locale era molto presente!

A presto altre iniziative che proseguiranno questo workshop lungo le linee di lavoro tratteggiate dal prof. Padiglione e sostenute attivamente dal Body&Society Lab.

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Il Workshop visita l’installazione di Vincenzo Padiglione

 

Sabato 8 novembre, workshop di scienziati sociali al Castello per discutere di rappresentazioni sociali del corpo e del volto

Il Body&Society Lab ha organizzato nella sua sede di Rocca sinibalda un workshop sul tema: Rappresentazioni del corpo e del volto tra cultura, politica e medicina: l’apporto delle scienze sociali. Occasione e stimolo del workshop sarà la installazione etnografica che Vincenzo Padiglione  (Università di Roma “La Sapienza”) ha costruito con la collaborazione di Carmela Spiteri a partire dalla sua imponente collezione di maschere da tutto il mondo. StraVolti. Maschere abitate e altri eccessi sociali – questo il titolo della inquietante e articolata installazione – verrà poi inaugurata per il pubblico nelle settimane successive, e diventerà pienamente accessibile ai visitatori del Castello. Sarà Vicenzo Padiglione stesso a introdurre e commentare l’installazione ai partecipanti. Tra questi, antropologi come Pietro Cemente (Università di Firenze), Alberto Sobrero (Università di Roma “La Sapienza”), Anna Iuso (“La Sapienza”), Alessandro Simonicca (Univ. di Siena), Sandra Ferracuti (Univ. della Basilicata); storici dell’arte come Marisa Dalai Emiliani (“La Sapienza”), e Lucilla Saccà (Univ. Firenze); studiosi e gestori del patrimonio demoetnoantropologico come Vito Lattanzi (Museo Etnografico Pigorini, Roma), psicologi sociali come Enrico Pozzi (“La Sapienza”), e molti altri ancora.

Il Castello dei Destini Inventati

Il Castello dei Destini Inventati è un grande cantiere culturale e tecnologico. Lo hanno ideato e costruito il Castello di Rocca Sinibalda e due Associazioni del Reatino: Rokka Village e Teatro Rigodon.

Cultura, modernità e sperimentazione anche tecnico-scientifica sono le chiavi per poter trasformare in forza positiva l’anima di un territorio. La storia, l’architettura, le tradizioni, i paesaggi, la cultura popolare riprendono vita in forme diverse. Non sono più zavorra o presenze ovvie. Diventano destini da inventare e reinventare senza sosta.

Fabbrica creativa, il Castello dei Destini Inventati produce il suo primo festival-rassegna che si svolgerà a Rocca Sinibalda dal 14 luglio al 7 agosto. Artisti, abitanti, visitatori reali e virtuali del Festival diventano una comunità transitoria capace di rigenerare le comunità locali. La musica, la danza, il teatro, le storie lette e raccontate, i laboratori, il web, la comunicazione liberano energie nuove e impreviste.

Un castello con mille anni di passato è pronto a inventare destini futuri.

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Maschera e identità di genere – Laboratorio

26 settembre 2014, 11:00 – 17:00

La gender diversity investe un campo relazionale, simbolico ed emotivo carico di non detto, di ambivalenze, di mode e di stereotipi del maschile e del femminile. Ci sono donne che rifiutano a priori il concetto di pari opportunità o le quote perché si sentono ridotte a categoria e negate come soggetto individuale. Circolano nell’immaginario, spesso in modo latente, mitologie su presunte  qualità “a priori” del femminile. Progetti che dovrebbero liberare risorse ed energie per le donne falliscono ripetutamente.

Narrazioni e sociodrammi sono strumenti chiave per “decostruire”  gli stereotipi e l’autorappresentazione di genere e immaginarsi in nuovi ruoli e nuove identità.

Il laboratorio “Maschera e Identità di genere” è uno strumento di formazione che offre un percorso di riflessione e consapevolezza intorno alle trappole ma anche alle opportunità della gender diversity. Utilizza la collezione di maschere del Castello per costruire narrazioni e sociodrammi. La maschera reinventa il volto, consente di sospendere temporaneamente l’io socio-anagrafico e professionale, liberando identità e potenzialità. La maschera porta su se stessi uno sguardo da lontano, che problematizza l’ovvio, il quotidiano e lo reinventa. Rispetto all’opposizione rigida maschile/femminile, la maschera aiuta a pensare  la gender diversity attraverso le categorie dell’ibrido e della trasformazione. Il laboratorio è coordinato da un team di psicologi, registi e antropologi.

Il laboratorio si integra nei progetti aziendali e/o istituzionali di valorizzazione della gender diversity e delle pari opportunità e può coinvolgere anche uomini, oltre alle donne.

Il laboratorio è aperto a un massimo di 20 partecipanti.  Il laboratorio può essere personalizzato per singole aziende o progetti specifici. Per informazioni su quote e modalità di adesione: redazione@ilcorpo.com.